Novena: 2 giorno – Madre dei poveri, cioè dei giovani

Presentiamo le omelie del nostro Vescovo emerito Mons. Giancarlo Vecerrica per la Novena della Madonna del Buon Gesù 2017. Clicando questi link troverete le omelie precedenti:

Qui sotto l’omelia per il 2° giorno, cioè il 31 agosto.

 

Ieri, primo giorno, il tema era: “Ritornare alla Madre del nostro popolo”. Oggi, secondo giorno il tema è questo: “Madre dei poveri, cioè dei giovani”.

  1. Cos’è la povertà? La povertà è una cosa buona o cattiva?

La povertà è sempre cosa buona se non diventa cattiva. Diventa cattiva quando ci si toglie la possibilità di vivere e non ci si aiuta. Il catechismo di San Pio X pone tra i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio proprio questo: “l’oppressione dei poveri”. La povertà è buona perché definisce la vera posizione umana, che non possiede niente di per sé. San Paolo (cfr. 2 Cor 8) parlando di Dio che diventa uomo presenta Gesù che da ricco si fece povero, cioè uomo. Che cosa ho io che è mio? Niente. Tutto ci è dato. La povertà umana diventa un dramma quando ci si appropria delle cose, quando ci si arricchisce pensando che tutto dovesse essere mio. Ma che cosa è tuo che non ti è dato?!

Allora, che cos’è la povertà? E’ la virtù più umana e divina che esista, da cui dipendono tutte le virtù: la povertà è vivere tutto con distacco, anche perché siamo consapevoli che all’apice della nostra vita, all’aldilà, non ci porteremo dietro niente. Che bella la figura di Giobbe nel VT: “Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore” (Gb 1,21). Quanto dovremmo purificare una certa mentalità di oggi: mirare al “benessere” non significa lottare per arricchirsi, ma tendere al bene-essere, cioè a rendere “bene” il nostro essere. Perdonate il bisticcio di parole, ma è per rendere più chiara la proposta: “Essere” è essere come dovremmo essere, come ci ha creati Dio, come ci vuole Gesù, che ci dice: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli”. Per questo amiamo i poveri come ci insegna Papa Francesco, perché lì c’è l’essere puro, l’essere come ci è dato da Dio, lì c’è il corpo di Cristo. Dice Sant’Ambrogio: “Cristo è venuto a risanare la povertà che è la condizione reale di ogni uomo”. E San Padre Pio esortava così: “Svuotati di tutto ciò che non è Dio”.

  1. Quale è la nostra missione sulla terra, che la Madonna ci testimonia?

Come ieri partiamo dalla nostra storia e dal nostro quadro della Madonna del Buon Gesù: le due figure più grandi rappresentate sono la Madonna e il francescano San Bernardino, due persone povere, che guardano e invocano Colui, Gesù Bambino, che è venuto per condividere la nostra povertà e per darci la vera ricchezza. San Paolo chiede ai Corinti di fare la colletta per i poveri e chiede di farla “solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor 8,8-9). Questo nostro quadro ben rappresenta la prima beatitudine dataci da Gesù: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli”. Nel quadro, Maria è la figura imponente perché mendicante per noi. Infatti, Lei è in ginocchio. Nella tradizione della Chiesa, Lei è chiamata” omnipotens supplex”, perché è la povera assoluta che può ottenere tutto. Anche qui vorrei ritornare all’immagine della Madonna del Buon Gesù, che è stata sempre il riferimento dei cristiani poveri, come mi ha raccontato un fabrianese, che mi ha detto questo: durante le due ultime guerre mondiali le mamme donavano ai figli in partenza per la guerra l’immagine della Madonna del Buon Gesù stampata su una piccola lastra di alluminio, per non sgualcirla. Così la Madonna del Buon Gesù dai fabrianesi era chiamata “la Santa dei poveri”.

Oggi sia in politica che nei mezzi di comunicazione si presentano troppi “padreterni”, che vogliono sistemare il mondo a modo loro, senza tener conto della realtà umana e cristiana (come per esempio avviene sul tema dell’accoglienza degli immigrati). Siamo tutti dei poveracci, bisognosi di accoglienza e di amore. Occorre prendere coscienza che essere bisognosi è il primo lavoro del cristiano, perché solo così sente il bisogno di rivolgersi a chi può corrispondergli. Non possiamo non ammettere il nostro vero bisogno di salvezza, di liberazione e di felicità. Quante paure, sofferenze, tristezze, solitudini ci fanno capire quanto siamo bisognosi di Gesù e di sua Madre. Quanto bisogno abbiamo di riconoscere la vera povertà. Il grande educatore don Giussani ripeteva: “il vero protagonista della storia è il mendicante, mendicante di Cristo e Cristo mendicante di noi”. Scriveva bene Papa Francesco: “Questa povertà è necessaria perché descrive ciò che abbiamo nel cuore veramente: il bisogno di Cristo”. Perciò guardare la Madonna dei poveri “da poveri” è immedesimarci in quella povertà di cui Lei è regina, affinché Dio abbia pietà di noi. Così, Dio, come “ha guardato il niente della sua serva”, guarderà anche il nostro niente. Allora, amici, incamminiamoci in questa novena pieni solo del bisogno di Cristo. La nostra ricchezza sia il bisogno di Cristo e di sua Madre.

  1. I giovani sono il segno e il luogo più toccante di questa povertà.

Nel primo giorno abbiamo parlato della Madonna come Madre del popolo: senza madre non si esiste. In questo secondo giorno parliamo della Madre dei poveri e quindi dei giovani. Perché l’umanità è sprofondata? Perché abbiamo perso i giovani. Senza Madre si sprofonda nella povertà assoluta e i giovani si perdono. I giovani sono i nuovi poveri di oggi: poveri di esperienza e di possibilità, di aiuti per vivere e di lavoro, ma soprattutto poveri di fede. Nella storia della Chiesa al centro del popolo di Dio ci sono state sempre queste due categorie: i poveri e i giovani. I grandi santi popolari della Chiesa sono stati quelli della carità e dell’educazione dei giovani. Dedicando questa novena ai giovani rispondiamo all’invito del Papa a preparare il prossimo Sinodo dei Vescovi del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Conclusione

Il lavoro che vi propongo per riflettere sul tema di questa sera è rispondere a queste domande:

  • c’è qualcosa nella mia vita da cui mi devo distaccare e riconsegnarla al suo autore ultimo?
  • come vivere una maggiore fraternità tra i poveri, come aiutarli e come aiutare i ricchi a un vero e sano distacco?
  • come riempire la povertà dei giovani dando loro cose vere e come riportarli alla loro Madre?

Le invocazioni che ora facciamo:

  • Madre dei poveri, prega per noi
  • Madre dei nostri poveri giovani, prega per noi.